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    Villa Morani, set fotografico di Eleonora Morani

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    Il calendario dei prossimi eventi previsti a

    Villa Morani

     

  • Mio caro Alessandro, mettiamo nel fregio il verso trasfigurato del nostro Leonardo.
    Cosa bella mortal passa e non d'arte.

    Vengo tra poco.
    Il tuo riconoscente
    Gabriele D'Annunzio

  • Prego rispondermi se posso contare
    trovarvi Roma vi sarò fra tre giorni
    ho tanto urgente bisogno parlarvi
    Eleonora Duse

  • - Iersera ricevemmo anche l'altro bozzetto che mi piace moltissimo - il motivo delle sigle e delle meduse è magnifico - mettiti all'opera senza indugio farai una cosa bella che darà gioia agli occhi umani attraverso il mondo - ave - Gabriel

  • Un vinile della celebre etichetta discografica His Master ’s Voice con una traccia

    dove è possibile ascoltare la voce del grande scrittore russo Lev Tolstoj

    in una raccolta di riflessioni e aforismi dal titolo Per Tutti i giorni

  • Tarantella di A. Dargomijski 
    trascritta per pianoforte
    da Franz Liszt
    con dedica
    a
    Nadine Helbig

     

  • Lili e il violino

  • Preludio di Franz Liszt dedicato a Lili

 

IL SOGNO

Villa Morani si trova ad Arsoli, nella Valle dell'Aniene.

Viene acquistata nel 1903 da Alessandro Morani e Lili Helbig.

In questo gioiello nascosto, la coppia si isolava dal mondo per dedicarsi alla bellezza e all'arte.

Visitare Villa Morani non è solo visitare una dimora storica. E’ la sensazione di uscire dal tempo ed entrare in un quadro di un altro secolo.

Ogni angolo della casa sussurra segreti e storie per chi sa ascoltare. Echi lontani risuonano di fascino e malinconia del mondo magico e struggente del primo Novecento, dove la vita poteva essere fatta solo di arte, musica e conversazioni colte.

Per questo la villa è un monumento a un mondo che non esiste più. Quando si entra nel grande salone il respiro si interrompe nel vedere gli oggetti di coloro che vi hanno vissuto.

Gli arredi, i libri, i quadri, le vecchie fotografie di Alessandro e Lili. Tutto è rimasto immobile come se la coppia fosse appena uscita per una passeggiata dalla quale non è mai tornata.

Ma la villa è anche uno scrigno di memorie e testimonianze degli amici di Alessandro e Lili.

Riecheggiano lettere cariche di passione di Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio, echi impetuosi di Franz Liszt, fotografie di Lev Tolstoj e la sua voce incisa in un antico vinile.

Trovare le testimonianze di questi giganti del passato in un luogo così intimo crea un velo di nostalgia e fascino senza tempo. Un ponte tra presente e passato, tra visibile e invisibile, in diretto contatto con l’eternità. Poi dalla villa si può uscire per passeggiare nel giardino che apre pagine che solo il tempo sa scrivere.

Angoli ombrosi e ricami di sole tra le foglie. Chissà quante storie sono passate sotto le chiome delle querce secolari e dei cipressi alti e solenni che sembrano osservare dall’alto.

Romanticismo e melanconia, incanto e oblio si intrecciano dolcemente in un'atmosfera ovattata, quasi fuori dal tempo. Come un sogno che si vorrebbe trattenere prima che svanisca.

Ci si lascia avendo la sensazione di aver visitato non un impolverato museo, ma una casa viva dove la memoria non è ricordo che sbiadisce ma energia, energia della vita che non muore.

Con l’arte, l’amore, la libertà.                                

                                                                                                                                 

 

 

LA STORIA

 

Villa Morani è appartenuta all’artista Alessandro Morani (1859-1943) e alla moglie Lili Helbig (1868-1954). Questo luogo, sospeso nel tempo, si presenta quale ideale testimonianza della temperie culturale che animò la Roma post-unitaria, con particolare riferimento alla Società artistica indipendente In Arte Libertas (1886-1903), massima rappresentazione della corrente artistica simbolista in ambito romano, di cui Alessandro Morani fu fondatore.

Alessandro Morani  è un degno rappresentante dei valorosi pittori che nella seconda metà del XIX secolo modificarono la percezione comune della pittura paesaggistica, rinnovando con la natura un rapporto di profonda contemplazione e amore sino a giungere a straordinari esiti simbolisti. 
Dal sentimento di protesta contro lo stato contemporaneo dell’arte nasce l'esigenza di farsi promotore della Società artistica indipendente in Arte Libertas (1886) di cui sarà il primo Segretario e  dalle cui ceneri sorgerà il movimento dei XXV della Campagna Romana (1904).

Talento poliedrico, degno rappresentante del nobile ‘artista-artigiano’ del Rinascimento, nella sua esperienza umana e personale egli si fa incarnazione ai nostri occhi dello spaccato di un’epoca, che il Villino di Arsoli -acquistato come residenza estiva nel 1902- ci permette magicamente di rivivere attraverso i numerosi dipinti e documenti, frutto degli innumerevoli rapporti intrattenuti da Alessandro e sua moglie Lili Helbig con i più importanti artisti, letterati e musicisti del tempo. Qui è possibile vivere tra ricordi di  Liszt, Wagner, Debussy, Tolstoj, Mommsen, solo per citarne alcuni. Ma tra questi spicca il poeta Gabriele D’Annunzio, legato al pittore sin dalla sua giovinezza da un sentimento di profonda amicizia e di reciproca stima professionale, destinata a sfociare in un’indissolubile alleanza tra arte e poesia.
Aver l’opportunità di un contatto diretto con opere e lettere in un luogo quasi immutato e ancora così denso di ricordi offre l’opportunità di comprendere la storia nella sua essenza, di sentire come nostre le fiere battaglie per un’ispirazione e un’arte libera: IN ARTE LIBERTAS.

Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con dichiarazione del 03.03.2020, ha dichiarato l' eccezionale interesse culturale, storico e artistico di Villa Morani.


Nel 2021 Villa Morani è entrata a far parte della Rete delle Dimore e Giardini storici della Regione Lazio.

La struttura edificata alla fine del diciannovesimo secolo è articolata in una superficie interna di 400 m² ai quali si sommano 6000 M di giardino. 
Il recupero e la diffusione di questa importante esperienza culturale che ha segnato i primi anni dell’unità nazionale a Roma, sono affidati all’Associazione Liberi nell’Arte che ha tra i suoi scopi la valorizzazione e diffusione dell’arte e della cultura in tutte le sue forme.

La villa è tutt’ora di proprietà degli eredi.

Nel 1945 l'Istituto Svedese di Studi Classici di Roma acquisì un set di 166 acquerelli e circa 400 ricalchi a grandezza naturale dei dipinti provenienti dalle tombe etrusche di Tarquinia, Veio, Chiusi e Orvieto. I bozzetti e i tracciati ad acquarello, eseguiti in situ tra il 1897 e il 1910 dal pittore Alessandro Morani (1859-1941) e dai suoi collaboratori, furono utilizzati per realizzare le copie conservate nel Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, commissionate da Carl Jacobsen (1842-1914 ) e Wolfgang Helbig (1839-1915) (facsimili su tela e piccole copie da fiera ad acquerello).

Le copie sono state eseguite secondo lo stato delle pitture etrusche alla fine dell'800, quando molte delle tombe erano già in cattivo stato di conservazione, e riproducono lo stato attuale delle pitture con particolari quali toppe di cemento, piante radici ecc. Le copie sono ancora di grande importanza perché diversi dipinti originali sono ora sbiaditi o completamente distrutti

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