(Roma, 14 agosto 1859 – 26 marzo 1941) fu pittore, decoratore e scenografo. Fu iscritto all’Accademia di Belle Arti di Roma dal 1877 ed esordì all’Esposizione Internazionale di Roma nel 1883. Frequentò il gruppo di artisti del Caffè Greco, tra i quali si annoverano Carlo Ferrari, Enrico e Alessandro Coleman, Onorato Carlandi e Giuseppe Raggio. Morani si cimentò nella pittura dal vero nella campagna romana e fondò, insieme all’amico Alfredo Ricci, la Società artistica Indipendente In Arte Libertas, all’interno della quale ricoprì il ruolo di segretario. Nel 1886 partecipò alla prima esposizione del gruppo, il cui movimento si poneva in contrasto con la tradizione accademica e l’assenza di pluralità espressiva dell’arte contemporanea. Agli stessi anni risale anche il contatto con Gabriele D’Annunzio, con il quale collaborò almeno per un ventennio con l’esecuzione di illustrazioni, come per l’edizione illustrata della raccolta di poesie Isaotta Guttadauro del 1886, e con la realizzazione di scenografie per opere teatrali, come La Gioconda, La Gloria e La città morta. Nel 1894 conobbe Elisabetta ‘Lili’ Helbig, figlia di Wolfgang Helbig e Nadina Schahowskoy, con cui si sposò nel 1897 e con la quale ebbe quattro figli. Attraverso l’incontro con Lili Helbig, pittrice anch’essa e scrittrice, Morani venne introdotto nel circolo artistico e culturale della famiglia Helbig a Villa Lante al Gianicolo, frequentato tra gli altri da Giosuè Carducci, Gabriele D'Annunzio, Lev Tolstoj, Franz Lizst, Claude Debussy, Richard Wagner. A partire dal 1894 e fino al 1902, fu docente presso il Museo artistico industriale di Roma e di questo periodo è l’intensa attività artistica eseguita per residenze private romane, tra le quali si annoverano il Villino Manzi, Villa Blanc, Palazzo Giustiniani-Bandini, e lo stesso progetto decorativo di Villa Morani ad Arsoli, acquistata nel 1903 insieme alla moglie. Con il suocero, l’archeologo Wolfgang Helbig, Morani si cimentò nelle copie di pitture di tombe etrusche destinate alla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, fondata dal collezionista e antiquario danese Carl Jacobsen. Scioltasi nel 1904 l’associazione In Arte Libertas, Morani con un gruppo di artisti fondò un nuovo cenacolo, I XXV della Campagna romana, che esprimeva una visione della natura come proiezione di stati d’animo, avvicinandosi progressivamente al linguaggio simbolista. Tra 1908 e 1929 visse prima a Palermo e poi a Napoli, insegnando presso la Reale Scuola superiore d’arte applicata all’industria e presso la Scuola superiore d’arte industriale. Nel 1929 si recò per un periodo in Libia, prima di tornare stabilmente nella sua dimora di Arsoli. Morì a Roma il 26 marzo 1941.

                                                     

 

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